Gratuito patrocinio e reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza nonostante sia esente da imposte deve essere considerato ai fini della verifica della soglia reddituale per l’accesso al gratuito patrocinio?

Il gratuito patrocino, ossia il diritto all’avvocato gratis, è sancito dal nostro ordinamento giuridico. In pratico ognuno, anche se non può economicamente permetterselo, ha il diritto alla difesa.

Il gratuito patrocinio, dunque, spetta a chi si trova in condizioni economiche disagiate. In particolare spetta a chi ha un reddito personale che non supera una certa soglia che viene aggiornata ogni due anni.

L’ultimo aggiornamento è quello del decreto 23 luglio 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 30 gennaio 2021. Il provvedimento ha fissato il limite di reddito a 11.746,68 euro. La verifica deve essere fatta prendendo a riferimento il reddito imponibile ai fini IRPEF, risultante dall’ultima dichiarazione personale presentata.

Il reddito di cittadinanza è un sussidio mensile che viene anch’esso erogato a chi si trova in una situazione economica disagiata. E’ una prestazione irrilevante ai fini fiscali. Quindi è esente da IRPEF e relative addizionali. Non deve nemmeno essere dichiarato al fisco. Quindi, chi percepisce solo redditi di cittadinanza è anche esonerato dalla dichiarazione dei redditi.

La normativa che disciplina il gratuito patrocinio stabilisce che ai fini della determinazione dei limiti di reddito per poter accedere al beneficio

si tiene conto anche dei redditi che per legge sono esenti dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta, ovvero ad imposta sostitutiva.

Dunque, il reddito di cittadinanza deve essere considerato ai fini del calcolo della soglia reddituale da rispettare per il diritto al gratuito patrocinio (Risposta Agenzia Entrate n. 313 del 2021).

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